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Simone "Kojak" Piovanelli nuovo allenatore

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    00 13/08/2013 17:44
    tribunatreviso.gelocal.it/cronaca/2013/08/13/news/piovanelli-allenera-il-treviso-1...

    Piovanelli allenerà il Treviso

    Il nuovo club riparte dall’ex giocatore biancoceleste
    treviso calcio

    È Simone Piovanelli il mister dell’Acd Treviso. Piovanelli, toscano, che ha indossato la maglia biancoceleste anche da atleta, vanta una lunga esperienza nel calcio dilettantistico. Ha allenato infatti il PortoMansuè, Vittorio SM Colle, Opitergina, Codognè, Prata e GodeGaiarine. Il suo soprannome è Kojak.
    Tutti i servizi nella tribuna di treviso in edicola
    13 agosto 2013


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    zonastadio
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    00 13/08/2013 19:18
    REVISO - E' Simone Piovanelli il nuovo tecnico dell'ACD Treviso. Fiorentino, 51 anni a ottobre, Piovanelli è stato ex giocatore biancoceleste e, da mister, ha lavorato a Fontanafredda, Godega, Codognè, Oderzo (con promozione in Eccellenza), due anni a Vittorio Veneto, Prata di Pordenone e Mansuè. Ha battuto la concorrenza di Lenisa e Realini. Eccellente conoscitore del campionato di Promozione, sarà lui dunque a guidare la squadra nel primo anno post Corvezzo. "Non è stato facile metterci d'accordo, io e la società, c'era qualche problema da risolvere, compreso quello del mio lavoro, da conciliare con gli allenamenti al pomeriggio, sperando anche di non avere problemi a reperire i giocatori. Ma alla fine ci siamo trovati: da parte mia c'era la voglia di allenare una piazza importante come Treviso: è dall'85 che sono qua, ormai mi sento trevigiano. Inoltre ci metto l'amicizia con i dirigenti e la voglia di far bene. Riguardo la squadra, dovremo trovare giocatori studenti o che lavorano part time: in questo modo le scelte saranno ancora più ristrette." Come intendi il calcio da allenatore? "Tutti oggi si riempiono la bocca di moduli e tattiche, io dico semplicemente che il mio è un calcio offensivo e dinamico, poi dipenderà anche dalla squadra che avrò a disposizione e dagli avversari. Capisco che la Promozione non è una categoria altissima, ma cercheremo pian piano di creare un certo entusiasmo."

    www.venetouno.it/notizia/36635/simone-piovanelli-il-nuovo-allenatore-dell-acd...

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    00 13/08/2013 21:11
    Dal sergente Rumignani al tenente Kojak. Speremo ben.
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    Il custode della cripta
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    00 14/08/2013 22:16
    Il Mostro di Firenze uccise nel 1968, 1974, 1981 (due volte), 1982, 1983, 1984 e 1985. Piovanelli, fiorentino, si trasferisce a Treviso nel 1985. Dal 1986 il Mostro smette di colpire. Non sarà stato lui?

    ALBERTOSAURO = il custode della cripta

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    zonastadio
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    00 15/08/2013 00:45
    Re:
    Il custode della cripta, 14/08/2013 22:16:

    Il Mostro di Firenze uccise nel 1968, 1974, 1981 (due volte), 1982, 1983, 1984 e 1985. Piovanelli, fiorentino, si trasferisce a Treviso nel 1985. Dal 1986 il Mostro smette di colpire. Non sarà stato lui?



    ci sei mancato [SM=x397167]

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    00 15/08/2013 01:20
    Re: Re:
    zonastadio, 15/08/2013 00:45:



    ci sei mancato [SM=x397167]




    .


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    00 15/08/2013 02:03
    ricerca.gelocal.it/tribunatreviso/archivio/tribunatreviso/2013/08/14/NZ_44_01.html?re...

    Il Treviso ricomincia da Simone Piovanelli


    14 agosto 2013 — pagina 44 sezione: Nazionale
    Simone Piovanelli è il primo allenatore dell’ACD Treviso. È lui dunque il prescelto dal tris di candidati, dopo che Alessandro Lenisa aveva declinato la prospettiva, Stefano Realini invece aveva di fatto poche chance. 51 anni a ottobre, fiorentino di città, Piovanelli è stato un attaccante biancoceleste dall’85 all’87 in C2 (14 presenze e 4 reti) e, da mister, ha lavorato a Fontanafredda, Godega, Codognè, Oderzo (con promozione in Eccellenza), due anni a Vittorio Veneto, Prata di Pordenone e Mansuè. Eccellente conoscitore del campionato di Promozione, sarà lui dunque a guidare la squadra nel primo anno della ricostruzione. «Non è stato facile metterci d'accordo» dice il "Piova" «c’era qualche difficoltà, compreso quella della mia attività (lavora alla Bacco di Conegliano, bioedilizia, ndr), da conciliare con gli allenamenti al pomeriggio, sperando di non avere lo stesso problema con la squadra: dovremo trovare giocatori-studenti o che lavorano part time: in questo modo le scelte saranno ancora più ristrette. Alla fine tuttavia ci siamo trovati, da parte mia c'era la voglia di allenare una piazza importante come Treviso: è dall'85 che sono qua, ormai mi sento trevigiano. Inoltre ci metto l'amicizia con i dirigenti e la voglia di far bene». Come intende il calcio da allenatore, Piovanelli? «Tutti oggi si riempiono la bocca di moduli e tattiche, io dico semplicemente che il mio è un calcio offensivo e dinamico, poi dipenderà anche dalla squadra che avrò a disposizione e dagli avversari. Capisco che la Promozione non è una categoria di altissimo rango, ma cercheremo pian piano di ricreare un certo entusiasmo fra i tifosi». Il Tenni sarà uno stimolo per voi ma anche gli avversari. «Per me in particolare: fa piacere giocare in uno stadio vero, per cui tutti dovremo avere ulteriori motivazioni. Poi, chiaro, gli avversari qui ci metteranno il 110% ma noi venderemo sempre cara la pelle, sia in casa che fuori. L’obiettivo, oltre al risultato, è di divertire il pubblico e di farlo aumentare: questo sì sarebbe un grande successo». Che ricordi ha di quel biennio da calciatore? «Era un calcio un po’ più genuino. Il primo anno c’era una gestione familiare, poi arrivò Zanetti con prospettive importanti, purtroppo andate deluse. Ora l’ho ritrovato: è stata anche la sua presenza a farmi accettare la proposta». Silvano Focarelli
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    00 04/09/2013 11:04
    tribunatreviso.gelocal.it/sport/2013/09/03/news/treviso-piovanelli-vede-la-squadra-1...

    CALCIO PROMOZIONE

    Treviso, Piovanelli “vede” la squadra

    «Ton, Bortolin, Di Prisco ci sono. Non Attega. Piuttosto Mensah»



    Ultima settimana di esperimenti, domenica a Loreggia il Treviso inizierà a fare sul serio. Il problema è che la squadra ancora non c’è; meglio, dev’essere completata.

    « In questo momento c’è solo un paio di tesserati ma ormai la rosa sarà è quasi tutta definita - spiega mister Simone Piovanelli - comunque non è un mistero che gente come Ton, Bortolin, Di Prisco ed altri saranno dei nostri. Non Attega, che qualcuno erroneamente ci ha attribuito, allora piuttosto Mensah, il difensore dal Cittadella del ‘94. In quanto a La Cagnina, parleremo con lui nelle prossime ore: ha 40 anni, è vero, come freschezza atletica non sarà il massimo, ma è difensore esperto, lo conosco da anni, ha carisma e in una squadra di giovani sarebbe l‘ideale».

    Avete iniziato il 19 agosto e state bruciando le tappe.

    «Siamo in ritardo e lo sappiamo, lo si è visto anche nell’ultima amichevole a Fossalta: i ragazzi stanno accusando una stanchezza più che altro mentale, lo stress di questi provini e del lavoro sul campo si fa sentire. Per questo ho dato un giorno in più di riposo, per riaverli con la testa più fresca. Direi che la difficoltà più grande fin qui incontrata è stata la confusione: troppi giocatori non ci fanno lavorare in un certo modo, c‘è poco tempo per fare delle scelte, che naturalmente si spera siano quelle giuste ma probabilmente in qualcosa avremo sbagliato. Ma credo che da oggi, con un gruppo più ristretto, ci si potrà preparare meglio. Io però non voglio che la nostra situazione diventi una scusante, un alibi: il Treviso andrà su ogni campo per vendere cara la pelle, lo garantisco».

    Il Loreggia in Coppa ha perso in casa dal Campigo.

    «L‘ho vista: siamo ancora in precampionato, faceva caldo, ora si provano i giovani, per cui vado cauto con i giudizi. Ad ogni modo, nel primo tempo un Campigo ben sistemato in campo ha messo in difficoltà il Loreggia, che è venuto fuori nella ripresa: buona la squadra, buone le individualità, rispetto per tutti, ma lì noi ce la giocheremo tranquillamente».

    Mister, nell’accettare il Treviso lei era perfettamente consapevole che non sarebbero state rose e fiori.

    «Certo, sapevo dei problemi logistici, del budget non infinito, però questa resta una piazza importante che, bene o male, i suoi risultati alla fine riuscirà ad ottenerli».

    Riguardo i problemi logistici, i lavori di sistemazione e ripulitura degli uffici del Tenni sono già iniziati, la dirigenza dovrebbe insediarsi tra domani e giovedì.

    La presentazione della squadra è stata fissata in sabato mattina, giornata già densa di avvenimenti (Benetton-Ospreys e presentazione della De’ Longhi e del Marchiol Mogliano): evidentemente prima non era proprio possibile farla.

    Silvano Focarelli
    03 settembre 2013
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    00 07/09/2013 01:04
    Maremma impestata.

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    MoniGo
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    00 08/09/2013 17:13
    Rigore sbagliato anche dagli altri al 5' s.t., sempre 0-0

    11 luglio 2009: la Treviso sportiva non dimentica lo scempio che hai fatto, Setten.

    Tonella, Maino, Bernardi; De Poli, Lombardi, Margiotta; Fiorio, Bonavina, Pradella, Bressan, Boscolo.

    Grazie Zanin, grazie Ferretti,grazie Perna,grazie Ferronato!
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    ZakkTV
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    00 16/09/2013 12:18
    tribunatreviso.gelocal.it/sport/2013/09/15/news/il-ritorno-di-simone-tenni-ti-ricordi-1...

    Il ritorno di Simone: «Tenni, ti ricordi?»

    Calcio Treviso in campo con il Caldogno. Mister Piovanelli ci arrivò nel 1984-85 da giocatore. Propositi e riflessioni


    «Piovanei, che fine ga fato i cavei?»..Cantano così i tifosi storici. Arrivò nel 1984-85, con i capelli certo, dopo la caduta in C2. E da allora la sua storia ha avuto come costante la Marca trevigiana e i suoi immediati dintorni. 51 anni a ottobre, fiorentino di Firenze, Piovanelli è stato un attaccante biancoceleste dall’84-5 all’86-7 in C2 (14 presenze e 4 reti) e, da mister, ha lavorato a Fontanafredda, Godega, Codognè, Oderzo (con promozione in Eccellenza), due anni a Vittorio Veneto, Prata di Pordenone e Mansuè. Il campionato di Promozione non ha misteri per lui. Kojack non ha paura dunque, ma il Treviso non è una squadra qualunque e il suo progetto impone allenamenti più “robusti”. «C’era qualche difficoltà, compresa quella della mia attività lavorativa alla Bacco di Conegliano, bioedilizia, da conciliare con gli allenamenti al pomeriggio, ma l’abbiamo risolta».

    Emozionato a tornare, venerdì, al Tenni, a distanza di quasi trent’anni?

    «Eccome no. Ma alla fine ha prevalso la voglia di sfida: non lo faccio certo per i soldi, non sarebbe possibile visti i chiari di luna...».

    E allora qual è la molla, visto che la categoria non è di quelle che danno lustro?

    «Si riparte da due parole fondamentali: entusiasmo e umiltà. Certo, la piazza è di quelle che valgono la pena e credo che molti dei giocatori l’abbiano calcolato. Ma qui ho visto gente che lavora a festa bassa, presidente Lenzini in testa, anche per 16 ore di seguito».

    Ai tifosi è piaciuto il suo ricordo: lo emozionava ancora aver giocato al tenni il “Visentin”...

    «Sono queste le molle magiche di questo mestiere. Qui mi sono ritrovato in mezzo a gente solida. Il presidente è stato chiaro con me. Mi ha detto: “Io e te non dureremo, forse, ma a me importa costruire un impianto solido sul quale riedificare il Treviso».

    Certo sono tempi cupi. Economicamente parlando.

    «Per le categorie più alte, ma anche per quelle noi vicine. Il Giorgione era sedicesimo per i ripescaggi, ma tra una cosa e l’altra lo sono andati a cercare i castellani. Blasone, certo, ma anche impianto, tifosi...».

    Soldi finiti per tutto e tutti.

    «Io ho tanti amici in Prima e Seconda divisione che non arrivano a fine mese. Un mondo infame».

    Ma il calcio resta terreno di scorribande mafiose: ci si ripuliscono tanti soldi. Qualcuno ha perfino vociferato sul Treviso del passato...

    «E come si fa ad averne conferma o smentita, se non in via teorica. Certo il calcio non è estraneo alla società. A livello di Promozione credo sia un po’ difficile. Ma non metto più la mano sulò fuoco per niente. Il Treviso, di questo sono sicuro, parte da basi pulite e da gente che ci mette etica e buona volontà».

    Certo che ne hai viste di squadre da quando giocavi con Zavarise terzino e Pierobon in porta...

    «Pierobon gioca ancora, è fantastico saperlo. Io invece mi sono sposato qui e mi sono felicemente incagliato qui, nella Marca. Ho allenato un po’ dappertutto e ho imparato un bel po’ di cose».

    Quali sono i giocatori del tuo Treviso che già conoscevi?

    «Bortolin, La Cagnina, Fonti, Del Papa, Giuliato.... Chiaro che, un po’ per l’ esperienza e un po’ perché di loro conosco le caratteristiche, per me sono la spina dorsale della squadra, la base sulla quale innnestare tanta gente giovane e di qualità. È una sfida, ripeto, e gli uomini amano le sfide. Io sono una persona serena e motivatissima, vogliamo far bene e arrivare, come si dice in questi casi, il più in là possibile».

    Al debutto al Tenni ve la vedete con il Caldogno, che è la squadra con la quale esordì il giovane Roberto Baggio. Rossi, Baggio e Del Piero non ci sono estranei e rappresentano una bella fetta del calcio italiano...

    «Intanto speriamo che Baggio non decida di fare un tempo con il Caldogno-Rettorgole, perché è ancora in grado di fare nera qualsiasi difesa. Poi aggiungiamo che io con Paolo Rossi, che era di Prato mentre io ero di Firenze, ho giocato insieme nella Cattolica Virtus e me ne vanto ancora. Infine diDel Piero sono diventato paesano, ma per fortuna gioca in Australia. Noi ce la dobbiamo vedere con il Caldogno e basta, e i fantasmi li teniamo lontani. So che i ragazzi sono ansiosi di fare bella figura».

    Entrando al Tenni...

    «Tornerò in qualche modo a casa...». (a.f.)
    15 settembre 2013
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    Città: SAN BIAGIO DI CALLALTA
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    Trevisan
    00 16/09/2013 13:01
    Visibilmente emozionato a fine partita a fianco del tunnel di ingresso.

    Sempre e solo Calcio Treviso
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    ZakkTV
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    Promozione: Quellerba out, il Treviso spuntato

    15 ottobre 2013 — pagina 53 sezione: Nazionale
    Il bomber Quellerba è perso per 15-20 giorni, Giuliato si spera torni per la prossima trasferta. Bilancio amaro per il Treviso dopo la trasferta di Mussolente, anche per quel gol annullato a Pillon, che non era assolutamente in fuorigioco come hanno testimoniato dalla tribuna. Ciò che angustia di più Simone Piovanelli però è lo stiramento del suo attaccante più forte avvenuto, combinazione a dir poco beffarda, appena chiuso il mercato: invano nelle passate settimane il mister ha cercato di convincere la dirigenza a potenziargli un reparto un po’ sguarnito, sapendo che i guai sono sempre dietro l’angolo. Ed infatti subito ne è capitato uno. «Me l’hanno detto anche i dirigenti del Mussolente: siete una bella squadra, ma vi manca una punta: vabbè, argomento chiuso» sospira Piovanelli, «io devo pensare a chi c’è. Ammetto che la differenza di rendimento fra gare in casa e trasferta è evidente, ed è causata dalla nostra struttura fisica: fuori casa troviamo avversari più prestanti che non fanno complimenti e randellano, al Tenni il calcio rapido invece ci riesce meglio, e mi pare di poter dire che in quanto a gioco non siamo inferiori a nessuno. Se posso chiedere una cosa, in trasferta vorrei una maggior tutela arbitrale: domenica beccavamo le ammonizioni per falli stupidi, loro menavano; la terna è stata disastrosa». Al di là di questo, fuori casa è davvero un Treviso timoroso. «Non direi timoroso: il Mussolente nel primo tempo andava a 200 all’ora, quando poi è calato siamo usciti noi, e una rete l’avevamo pur segnata. Ripeto che la differenza è tutta sul piano atletico». Domenica ospiterete il Summania, che vista la classifica non appare irresistibile. «Qui non ci si può fidare di nessuno: il Cornedo a Cartigliano dopo il primo tempo perdeva 3-0 ed ha fatto 3-3, per cui noi dobbiamo rispettare tutti. Dovrò fare a meno dei due infortunati, recupererò Fonti, anche se Mensah, dopo un inizio spaesato, non è andato male. E pure Marangon mi è sembrato in crescita». (s.f.)