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Giustizia per Aldro

Ultimo Aggiornamento: 12/06/2011 11:37
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17/01/2006 16:52
 
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SO CHE CENTRA POCO CON IL MOVIMENTO ULTRAS...
MA NE VALE LA PENA... TUTTI DEVONO CONOSCERE...
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Ferrara, 2/1/2006




Scrivo la storia di quel che è successo a Federico, mio figlio.

Non scriverò tutto di lui, non si può raccontare una vita, anche se di soli 18 anni appena compiuti.

È morto il 25 settembre, il giorno di natale sono stati tre mesi…




Ho sempre pensato che sopravvivere ad un figlio fosse un dolore insostenibile. Ora mi rendo conto che in realtà non si sopravvive. Non lo dico in senso figurato. È proprio così. Una parte di me non ha più respiro. Non ha più luce, futuro…

Perché il respiro, la luce e il futuro sono stati tolti a lui.




Sabato 24 settembre è stato un giorno sereno, allegro…

Dopo la scuola il pranzo insieme, chiacchiere, risate. Era ancora estate, faceva caldo. Ha portato a spasso il suo amico cane. Non lo faceva spesso, ma quel giorno è andato con la musica in cuffia. Tutto in quel giorno aveva un’aura speciale.

Pensandoci ora è come se avesse voluto salutare tutti noi. Ha avuto sorrisi per tutti… la gioia era lui.

Ha incontrato la compagnia, ha fatto il suo lavoretto di consegna pizza.

Il programma della sera prevedeva un concerto a Bologna.

Prima di partire è passato da casa per cambiarsi le scarpe, rotte giocando a pallone…

È stata l’ultima volta che l’ho visto vivo.

Ha salutato tutti, compreso il fratello che dormiva già, chiedendomi perché Stefano non avesse risposto al suo saluto.

Anche una sua amica mi ha confermato che quella sera era sereno, che l’ha salutata sorridente con la solita pacca sulla spalla e l’appuntamento al giorno dopo…

Non è mai esistito il giorno dopo.




Al Link il concerto era stato annullato. Quindi la serata è trascorsa lì dentro.

L’hanno detto i compagni che erano con lui, non posso definirli amici, e le analisi lo hanno confermato. Uno dei ragazzi gli ha venduto una sostanza, una pasticca o simili.

Lo definiscono lo sballo del sabato sera. È sbagliato si. Ma non si muore di questo…

Federico lo sapeva bene. Era stato partecipe di un progetto scolastico di ricerca e informazione promosso dalla provincia. So che la sua era una conoscenza approfondita con ricerche sui siti delle asl, conosceva le sostanze e gli effetti. Ed era a suo modo un igienista. Aveva grande cura del suo corpo, di quel che mangiava. Era uno sportivo. Una ragazzo splendido pieno di salute.

E di progetti: pensava alla musica, al suo futuro, lo studio serviva a costruire il futuro.

Nell’immediato c’erano le cose semplici: la patente dopo pochi giorni, il karate, un band musicale da organizzare con gli amici, e la vita di tutti i giorni cercando di stare bene…




Trascorsa la serata il gruppo era rientrato a Ferrara, tornati al punto di incontro dove i più avevano lasciato le macchine o i motorini.

Federico era a piedi. Era partito da casa in macchina con Michy, che poi non era andato a Bologna.

Erano ormai le cinque del mattino. I ragazzi hanno raccontato che gli hanno offerto un passaggio ma Federico non aveva voglia di rientrare subito. Sarebbe tornato a piedi. Era vicino a casa…

Dal suo cellulare si vede che ha chiamato diversi altri amici. Specialmente i suoi migliori amici, un paio di volte ciascuno. Forse per chiedergli se erano ancora fuori… sembra che nessuno gli abbia risposto. I ragazzi che conosco mi hanno detto che avevano già spento il cellulare per dormire.




E poi non so cosa sia successo esattamente. A quell’ora mi sono svegliata, forse non del tutto, chiedendomi se Federico fosse rientrato. Avevo una stanchezza invincibile non riuscivo a muovermi. Poi ho sentito un rumore nella sua stanza ed ero sicura che fosse lì…

Mi sono risvegliata che erano quasi le otto.

Ho cominciato a chiamarlo e ad inviare messaggi. Nulla…

Non era possibile che non rispondesse. Se tardava mi avvisava sempre. Diceva che lo stressavo ma non voleva farmi stare in pensiero. Mi aggrappavo all’idea che avesse solo perso il cellulare…

Poi l’ha chiamato anche suo padre. Sul cellulare di Federico il padre è memorizzato col solo nome, Lino.

Una voce ha risposto.

Ha imperiosamente chiesto chi fosse al telefono, ed ha chiesto di descrivere Federico.

Poi si è qualificato come agente di polizia, ed alle nostre domande ha risposto che avevano trovato il cellulare su una panchina dalle parti dell’ippodromo e che stavano facendo accertamenti. Ed ha riattaccato.

Immediatamente ho cercato in Questura, e ho cercato anche ripetutamente un amico che ci lavora.

Nulla.

Il centralinista rispondeva: c’è il cambio di turno… non sono informato…, appena avremo notizie chiameremo noi…

Niente per altre tre ore!!!! Passate nell’angoscia e nelle telefonate frenetiche agli ospedali, ai suoi amici e di nuovo ripetutamente alla questura.

Nel frattempo Stefano è accorso in bicicletta alla ricerca del fratello. Ringrazio il cielo che non sia andato nel posto giusto.

La polizia è venuta ad avvisarci solo verso le 11. dopo che lo avevano portato via.

Il suo corpo è rimasto sulla strada dalle 6 alle 11.

E non mi hanno chiamata. Era mio figlio. Nessuno ha il diritto di tenere una mamma lontana da suo figlio!

E mi hanno detto che lo hanno fatto per me… perché era meglio che non vedessi.

In quel momento gli ho creduto.

La polizia ha detto che un’abitante della zona aveva chiamato perché sentiva delle urla.

Dicevano anche che si era ferito sbattendo da solo la testa contro i muri.

Questo si è rivelato falso. Smentito dalle verifiche. Federico era sfigurato dalle percosse.

Molto tempo dopo ho riavuto i suoi abiti. Portava maglietta, una felpa col cappuccio e il giubbotto jens. Sono completamente imbevuti di sangue.

Hanno detto che non voleva farsi prendere. Che ha lottato ed è salito anche in piedi sulla macchina della polizia. I medici hanno riferito che aveva lo scroto schiacciato, una ferita lacero-contusa alla testa e numerosi segni di percosse in tutto il corpo. Ho potuto vedere solo quella sul viso, dalla tempia sinistra all’occhio e giù fino allo zigomo, e i segni neri delle manette ai polsi. L’ho visto nella bara. Il suo corpo non sembrava più allineato e simmetrico. Il mio bambino era perfetto, e stupendo. L’hanno distrutto…

E la polizia mi raccontava che era drogato. Che si era fatto male da solo. Che tutto questo era successo perché era un povero tossico e noi sfortunati…

Lo vogliono uccidere due volte. Le analisi hanno confermato che quel che aveva preso era irrilevante. Non certo causa di morte né di comportamenti aggressivi. Semmai il contrario.

Quel che penso è che Federico fosse terrorizzato in quel momento. Gli stava crollando il mondo addosso. La vergogna di essere fermato dalla polizia, la patente allontanata perché aveva preso una pasticca. E aveva dimenticato la carta di identità.

Quella mattina nel vicinato dicevano che era morto un albanese. Nessuno si preoccupava più di tanto…

Ha certo cercato di scappare. Di non farsi prendere. Visto com’era ridotto si capisce come lo abbiano fermato. Quando lo hanno immobilizzato, ammanettato a pancia in giù non ha più avuto la forza di respirare.

Chissà quando se ne sono accorti?

L’ambulanza è stata chiamata quando ormai non c’era più niente da fare. E nemmeno allora lo hanno portato all’ospedale per provare un intervento estremo. Lo hanno lasciato lì sulla strada. Cinque ore. Poi lo hanno portato all’obitorio. E solo allora sono venuti ad avvisarci.

Perché?

Se fosse vero che dava in escandescenze da solo perché non è stata chiamata subito l’ambulanza?




Perché atterrarlo in modo tanto violento e cruento? Era solo. Non c’era nessuno. Era disarmato. Non era una minaccia per nessuno.




Perché aspettare tanto prima di avvisare la famiglia? Chiaro. Per non farcelo vedere…

Se lo avessimo visto così cosa sarebbe successo? Che risonanza avrebbe avuto?




Sul giornale del giorno dopo un articolo che dichiarava che era morto per un malore… tratto dal mattinale della questura.




Il giorno dopo sull’altra testata cittadina “Federico sfigurato”. Immediate controdeduzioni del Capo Procura: “non è morto per le percosse”… questa è stata la prima ammissione di quanto successo.




Ad oggi ancora non sono stati depositati ufficialmente gli esiti degli esami medici. Sono emersi solo alcuni dettagli che ho citato prima.




Quel che non mi da pace è il pensiero del terrore e del dolore che ha vissuto Federico nei suoi ultimi minuti di vita. Non ha mai fatto male a nessuno. Credeva nell’amicizia che dava a piene mani. Era un semplice ragazzo come tanti. Come tutti i ragazzi di quell’età si credeva grande ma dentro non lo era ancora. Aveva tutte le possibilità di una vita davanti, e una gran voglia di viverla…


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vi posto il sito
http://federicoaldrovandi.blog.kataweb.it/



01/08/2007 15:07
 
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Mi spiegate una cosa?

Penso che tutti conosciate la terribile storia di Federico Aldrovandi, se no vi invito a visitare i blog federicoaldrovandi.blog.kataweb.it/ o www.reti-invisibili.net/aldrovandi/.

Non ho mai capito una cosa.
Perchè tutte le tifoserie di basket espongono lo striscione mentre nessuna (o poche) di calcio fa qualcosa per sottolineare l'accaduto?
Aldro c'entrava qualcosa con il basket?
Se Kukoc o chi è dentro il mondo ultras del basket mi possa togliere questa curiosità gliene sarei grato.


02/08/2007 10:37
 
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Non centra nulla con il basket Aldro se non sbaglio..
Però il motivo per il quale solo le curve del basket lo ricordino non lo so nemmeno io.. boh forse ha iniziato una tifoseria e poi tutte quelle dei palazzetti hanno fatto lo stesso.
[Modificato da Istrana 02/08/2007 10:37]

Di noi si parla senza sapere... di voi si sa senza parlare.

GIORNALISTI TERRORISTI

"Fregatevene di tutto quello che dicono i giornali. Tutte quelle critiche al tifo contro, alle curve, agli ultras. Tutto quello stucchevole buonismo.Tutta quella ipocrita sportività. Insultatelo, l'avversario. Ma imparate a conoscerlo. Chiedetevi dove nascono i suoi colori,da dove arrivano i suoi nomi e quello della sua squadra, ascoltate quello che canta.Insultatelo ma riconoscetegli una propria dignità.Insultatelo, ma conoscete la sua storia: spesso è bellissima, accativante, gloriosa. Quasi come la vostra. Quasi, naturalmente..."


04/08/2007 00:10
 
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Puo' darsi che sia una cazzata,ma concordo Istrana...

Ricordo anche in Coppa Italia che durante la partita con Siena era stato esposto lo striscione "Giustizia per Federico(o Aldro,non mi ricordo)"...E anche i tifosi senesi hanno applaudito...Credo che sia uno dei pochi punti in cui tutte le tifoserie di basket sono d'accordo...Poi puo' darsi che mi sbagli...Pero',fatto sta' che la Fossa lo espone quasi sempre,Napoli idem(mi sembra...)e molte altre...

Kukoc...Illuminaci!
04/08/2007 20:00
 
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se devo essere sincero il motivo per cui praticamente tutte le tifoserie del basket seguono questa vicenda non te lo so spiegare. Ad illuminarci su questo fatto furono i nuf (nuovi ultras ferraresi) gruppo che segue ferrara basket che all'inizo ci tenevano aggiornati, tramite il forum degli utlras del basket, su questa storia e ce la fecero conoscere.
Sta di fatto che appena successo quel fatto ci fu un'interessamento comune..e quasi tutti i gruppi, noi compresi, dimostrarono la propria solidarietà ai genitori. Da li si è sempre seguita la vicenda, sperando si riuscisse ad arrivare ad una verità (ormai la vicenda è nota a tutti) e sopratutto ad una giustizia.
Subito c'ha colpito molto questo fatto perchè un ragazzo 18enne non può perdere la vita cosi e sopratutto quando sono altri a sbagliare si paga subito, mentre in questo caso è ammesso che un uomo in divisa possa sbagliare.e nonostante i soliti discorsi ci sono due genitori spezzati dal dolore che piangono una morte senza avere giustizia.
noi partecipammo, come gruppo a sè, alla manifestazione che ricordava federico ad un anno dalla tragica vicenda. Ci furono molti altri gruppi del basket che sfilarono tutti assieme con uno striscione firmato "ultras del basket". noi pero decidemmo di sfilare da soli per conto nostro perchè federico non era un ultras, e quindi noi eravamo presenti li in "veste" di normali cittadini come lui, e non da ultras, per questo abbiamo deciso di sfilare per conto nostro senza materiale, senza niente che ci facesse riconoscere perchè ,x noi, quel giorno era importante la presenza anzichè la provenienza.
Ormai da due anni esponiamo lo striscione e lo esporremo fino a che non ci sarà giustizia, come giusto che sia.
[Modificato da Kukoc.n.1 04/08/2007 20:05]

TREVISO NEL CUORE
04/08/2007 21:02
 
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Re:
Kukoc.n.1, 04/08/2007 20.00:

noi pero decidemmo di sfilare da soli per conto nostro perchè federico non era un ultras, e quindi noi eravamo presenti li in "veste" di normali cittadini come lui, e non da ultras, per questo abbiamo deciso di sfilare per conto nostro senza materiale, senza niente che ci facesse riconoscere perchè ,x noi, quel giorno era importante la presenza anzichè la provenienza.



condivido in pieno questa decisione
05/08/2007 03:36
 
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Sarebbe giusto secondo me che anche le curve del calcio fossero più sensibili a episodi del genere.
Comunque che storia assurda, veramente.


20/09/2007 19:19
 
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22 settembre 2007 Ferrara: Sit in e Concerto a due anni dalla scomparsa di Federico Aldrovandi...

Ultras, 7 giorni su 7. Vivere, credere, e pensare Ultras, una filosofia, uno stile di vita. Fare chilometri, superare ostacoli, animati solo dalla fede e dall'Onore per cui lotti: del tuo gruppo, della tua città, della tua squadra. Nella gioia, ma soprattutto nel dolore, sempre pronto ad affrontare qualsiasi insidia, qualsiasi difficoltà.
Aldilà dei colori, aldilà del campanile, siamo tutti sulla stessa barca. Ognuno a modo suo.....ma sempre Ultrà!
22/09/2007 23:24
 
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Ultras, 7 giorni su 7. Vivere, credere, e pensare Ultras, una filosofia, uno stile di vita. Fare chilometri, superare ostacoli, animati solo dalla fede e dall'Onore per cui lotti: del tuo gruppo, della tua città, della tua squadra. Nella gioia, ma soprattutto nel dolore, sempre pronto ad affrontare qualsiasi insidia, qualsiasi difficoltà.
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11/10/2007 00:34
 
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Il 19 ottobre si aprirà il processo per i quattro poliziotti indagati, in più saranno sotto processo tutti i funzionari che hanno in qulache modo occultato le prove per far si che non fosse scoperto niente...che merda!

Speriamo bene...VERITA' E GIUSTIZIA PER ALDRO!

"I'm full of shadows"
11/10/2007 00:37
 
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Una delle storie più assurde che io abbia mai sentito.


11/10/2007 12:08
 
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Re:
enricoutv83, 11/10/2007 0.37:

Una delle storie più assurde che io abbia mai sentito.




E purtroppo tanta, troppa gente non sà ancora cosa è accaduto quella notte di due anni fà a Ferrara...

"I'm full of shadows"
11/10/2007 12:22
 
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19/10/2007 18:29
 
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da www.emilianet.it
A due anni dalla morte di Federico Aldrovandi, il 25 settembre 2005 durante la colluttazione con quattro agenti di polizia, si è aperto a Ferrara il processo che vede imputati i quattro poliziotti intervenuti quella mattina: sono accusati di eccesso colposo per aver "cagionato o comunque concorso a cagionare il decesso", reato, come riportato dal capo di imputazione, per cui è prevista la pena dell'omicidio colposo.

Il giudice, dopo tre ore di camera di consiglio, ha deciso di non ammettere parte dei testimoni elencati dalle parti civili, in particolare gli addetti alla trascrizione delle conversazioni del 112, 113 e 118 in quanto già agli atti, e di diverse decine di residenti di via Ippodromo - dove avvenne la colluttazione - chiamati solo perché abitanti nella via o nella zona, molti non presenti quella mattina in casa, e richiesti non perché fosse stato appurato che erano in possesso di informazioni utili al dibattimento: alla fine solo 15 dei 92 abitanti della zona chiesti dalla parte civile sono rimasti nell'elenco. Si tratta, secondo l'ordinanza del giudice, solo di fonti potenziali, mai sentite nel corso delle indagini, e dunque secondo il giudice il processo non doveva diventare una "seconda fase" delle indagini. Al taglio dei testimoni così ha commentato uno dei legali di parte civile, Fabio Anselmo: "Come tecnico ritengo condivisibile la decisione, ma credo che sia corretto insistere perché vengano sentiti". L'obiettivo processuale era quello di portare qualcuno che potesse aver visto qualcosa, e che ne volesse parlare davanti al giudice in modo sereno e senza i presunti condizionamenti che la famiglia ha denunciato fin dall'inizio. La prossima udienza è stata fissata per il 29 novembre, con i testi del pm: 13 amici che erano con Federico la sera prima e sette testimoni oculari. Il calendario seguirà il 7 e il 12 dicembre, poi l'11 e il 30 gennaio.

Secondo l'accusa, in aula il pm Nicola Proto (che ha chiesto il processo per i quattro, con l'avallo del procuratore capo Severino Messina), durante l'intervento per immobilizzare Aldrovandi gli agenti ebbero con il ragazzo una violenta colluttazione, superando i limiti consentiti dalla legge. Il processo sarà davanti al giudice monocratico Francesco Maria Caruso, 55 anni, presidente della sezione penale del tribunale.
Caruso nel 2003 ha presieduto la corte d'appello di Caltanissetta nel processo per la strage di via D'Amelio in cui vennero uccisi il giudice Paolo Borsellino e la scorta. Sarà un evento per l'intera città. Il processo verrà ripreso dalla trasmissione di Rai Tre 'Un giorno in pretura'. Anche le telecamere di 'Chi l'ha visto?' sono state autorizzate ad essere presenti in aula. L'udienza sarà molto tecnica e preparatoria, e farà da 'filtro' al processo.
Verrà selezionata la lista testimoni. Le parti hanno chiesto di ascoltare oltre 300 testimoni, tra cui giornalisti, residenti del luogo in cui avvenne la tragedia, e decine di poliziotti tra cui l'ex questore Elio Graziano, chi svolse le prime indagini, e anche i poliziotti indagati per omissioni d'atti d'ufficio e falsi nell'inchiesta bis (tuttora in corso) sui presunti inquinamenti e ritardi nella trasmissione di atti nella prima fase dell'indagine sulla morte di Federico. Indagine quasi ferma per i primi quattro mesi e che entrò nel vivo solo dopo che la madre del ragazzo, Patrizia Moretti, aprì un blog (federicoaldrovandi.blog.kataweb.it) che deflagrò a livello nazionale. In quesi due anni del caso si sono interessate le massime autorità dello Stato, dal presidente della Camera Bertinotti, ai ministri
Amato, Mastella fino al presidente Napolitano.

GENITORI: LOTTIAMO PER VERITA'
Saranno in prima fila, per reclamare, ancora, la verità su cosa sia realmente successo quella mattina a loro Federico.
"Finalmente siamo al processo, ed è solo l'inizio per arrivare alla verità: spero sia fatta finalmente chiarezza su tutto e che i testimoni che abbiamo chiamato a deporre in aula non risentano dei 'blocchi' avuti in tutto questo tempo". Patrizia Moretti, la madre di Federico Aldrovandi, morto in un intervento di polizia a Ferrara, per due anni ha lottato assieme al padre del ragazzo, Lino. "Spero che davanti al giudice siano disposti a parlare, che dicano quello che hanno visto", ha detto. "Io non ho mai chiuso la porta - ha aggiunto Lino, agente di polizia anche lui, figlio di un carabiniere - a quei quattro poliziotti: sarebbero dovuti venire a casa mia, spiegarmi, non l'hanno fatto.
E dico loro: se il figlio fosse stato il vostro ed io uno di voi, e mi fossi comportato nella vostra identica maniera, avreste creduto alle mie (vostre) inconcepibili e contraddittorie relazioni di servizio, o avreste preteso (anche voi) chiarimenti chiari ed inequivocabili. E' quello che sto chiedendo da 740 giorni. Nient'altro". E alla fine papà Lino si rivolge "a coloro che vorranno essere al processo: mi sembra superfluo dirlo, ma dovranno avere rispetto del tribunale e di chi sarà in aula".

GLI AGENTI DI POLIZIA: IL NOSTRO COMPORTAMENTO FU CORRETTO
Non avevano mai parlato, finora si erano limitati a spiegare il loro operato tramite le relazioni di servizio di quella mattina del 25 settembre 2005. Poi si sono avvalsi sempre della facolta' di non rispondere, ma oggi, all' apertura del processo, i quattro agenti di polizia imputati per la morte di Federico Aldrovandi hanno rilasciato dichiarazioni spontanee davanti al giudice monocratico di Ferrara Francesco Maria Caruso. "Sentiamo il dovere di riservare le prime parole pronunciate a questo processo ai familiari di Federico Aldrovandi - hanno esordito - Comprendiamo e condividiamo il loro dolore per la morte del figlio, nel contempo riaffermiamo con serena fermezza la convinzione della piena correttezza del comportamento da noi tenuto quella tragica mattina. Siamo certi che il dibattimento che oggi si è aperto saprà dimostrarlo, fugando tutte le ombre che sono state sollevate nei nostri confronti in questi due anni di calvario giudiziario". In aula c'erano la mamma di Federico, Patrizia, il papà Lino, il fratello e altri parenti. I genitori hanno commentato le parole degli agenti definendole "ipocrite e prive d'anima". "Dopo due anni di silenzio - ha aggiunto Patrizia Moretti - trovo questa dichiarazione offensiva nei nostri riguardi. Non la accetto". La mamma di Federico ha anche criticato la presenza in aula di rappresentanti dei sindacati di Polizia, giudicandola "un'ingerenza intimidatoria nei confronti del procedimento". Immediata la replica dei sindacati Siulp, Sap e Fsp, che in una dichiarazione congiunta hanno sottolineato che "é una polemica in cui non vogliamo entrare, noi eravamo presenti solo per il sostegno morale ai nostri colleghi: siamo stati sorpresi e soddisfatti dalle dichiarazioni spontanee fatte dagli agenti e ci è sembrata la scelta più giusta"
[Modificato da enricotv 19/10/2007 21:09]

Ultras, 7 giorni su 7. Vivere, credere, e pensare Ultras, una filosofia, uno stile di vita. Fare chilometri, superare ostacoli, animati solo dalla fede e dall'Onore per cui lotti: del tuo gruppo, della tua città, della tua squadra. Nella gioia, ma soprattutto nel dolore, sempre pronto ad affrontare qualsiasi insidia, qualsiasi difficoltà.
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Mi dispiace ma senza la fonte si può visualizzare il messaggio.


19/10/2007 19:39
 
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Ultras, 7 giorni su 7. Vivere, credere, e pensare Ultras, una filosofia, uno stile di vita. Fare chilometri, superare ostacoli, animati solo dalla fede e dall'Onore per cui lotti: del tuo gruppo, della tua città, della tua squadra. Nella gioia, ma soprattutto nel dolore, sempre pronto ad affrontare qualsiasi insidia, qualsiasi difficoltà.
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Non ricordo se c'era un topic su di lui, ad ogni modo ne apro uno.

Oggi ricorre il terzo anniversario della morte di Federico Aldrovandi, il ragazzo morto a 18 anni di Ferrara.
E' in corso il processo a 4 agenti per omicidio colposo già da alcuni mesi, e tanti chiedono che sia fatta, come tanti dicono che i 4 poliziotti indagati hanno usato solo la legittima difesa a causa della quantità di droga che Federico aveva preso (cosa poi smentita dalla perizia tossicologica), che ognuno rimanga delle proprie idee affari suoi ma che per Federico e la sua famiglia sia fatta solo una cosa: giustizia.
Ciao Federico Riposa In Pace [SM=x1613211] [SM=x1613211] [SM=x1613211]

L'ho postato qui perchè la notizia ha avuto dei riflessi sul mondo ultras.
Se avete voglia leggetevi un po' che dicono su queste pagine:
it.wikipedia.org/wiki/Federico_Aldrovandi
federicoaldrovandi.blog.kataweb.it/


25/09/2008 13:54
 
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